Triathleta attento a non bruciarti

Stanchezza, difficoltà a riposare, fatica nel sostenere gli allenamenti

Queste condizioni appena descritte possono colpire i triathleti che anche se sono abituati ad allenarsi su tre discipline diverse in alcuni momenti possono doversi trovare in una condizione di routine che li allontana dallo stato mentale positivo.

La routine è la peggior nemica dell’atleta

Allora cosa fare per evitarla ma al tempo stesso tenere fede alla propria tabella di allenamento ?

Cambiare format

Attenzione non parlo di cambiare sport, ma solo di scegliere un format di gara diverso. Ad esempio puoi optare per un Acquathlon, oppure per un Acquabike, oppure partecipare ad una gara di nuoto master.

Cambiare format non vuol dire ridurre il proprio stato di forma o il volume del lavoro, bensì serve a dare un input diverso al nostro cervello e fornirgli degli standard di competizione diversi con i quali misurarsi.

La motivazione a fare bene anche in questo tipo di competizione evita la routine.

Cambiare modalità in allenamento

Non vuol dire stravolgere la propria tabella ma inserire dei workout “diversi” in alcuni momento dell’anno come ad esempio l’inverno che ad esempio ci costringe a delle lunghe sessioni di bici sui rulli.

La noia, il tempo e l’uso di strumenti tecnologici non aiuta certo ad uscire dalla routine anzi la rinforza, allora cosa possiamo fare ?

Ad esempio il nostro piano di 1h e 40 sui rulli può trasformarsi in un uscita sulla neve con la fatbike.

Si ma non ho rispettato il wattaggio/soglie/cadenze ecc… del piano, SI verissimo ma come ti sei sentito a fine allenamento ?

Com’era il tuo morale mentre pedalavi all’aria aperta ? Cosa ti circondava mentre facevi fatica ?

Cambiare superficie

Anche qui non vuol essere un invito ad abbandonare le sessioni di corsa o bici e trasformarsi in un trail-runner o in un off-road biker.

Ma cambiare superficie può dare una motivazione maggiore alle sessioni di allenamento.

Ad esempio correre nei boschi porta ad uno stato di quiete e reset mentale unico, perché non si hanno rumori di traffico, si ascolta solo il proprio respiro e passo sulle foglie e in questo modo si ci concentra su se stessi.

Stesso discorso vale per l’uscita off-road che allena distretti corporei anche diversi, si mette in gioco una tecnica diversa che in alcuni casi si alterna anche con la corsa, vedi le gare di ciclocross.

Insomma in poche parole contrastare la sindrome da burnout nel triatleta ma in generale nell’atleta ha un solo approccio, variare e scoprire nuovi approcci.

Buon allenamento

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