Ciclismo e mal di schiena cosa fare ? | Osteopatia Sportiva | Francesco Maglione

Partiamo con analizzare la situazione dei ciclisti rispetto agli infortuni, ho preso in esame due studi, il più famoso effettuato da Clarsen fatto sui professionisti dove si prendevano in considerazione 116 PRO e le zone maggiormente interessate erano in quest’ordine: ginocchio, zona lombare, e collo.

Un altro studio preso in considerazione è stato quello fatto su un campione di 132 amatori che hanno preso parte ad un mini-tour in bici della durata di otto giorni per un totale di 600km circa e qui le zone sono cambiate e sono state nell’ordine le seguenti: collo e zona lombare, glutei, ginocchio.

Mentre circa il 95% dei partecipanti che non ha subito infortuni ha riferito mal di schiena (collo, zona lombare, spalle/trapezio).

Ma oggi qui parliamo di dolore alla schiena

Come abbiamo visto il dolore lombare è stato quello più riferito e questo è anche responsabile di un indebolimento funzionale che porta il ciclista a ricorrere alle cure mediche.

Bisogna però fare anche un piccolo appunto e cioè che molte persone hanno già problematiche alla schiena indipendenti dal ciclismo, che ovviamente può alleviare o peggiorare.

Ecco perché è utile individuare le cause e trattarle a monte, ecco perché in diversi casi l’osservazione e la diagnosi osteopatica, il piano di allenamento a secco, l’analisi posturale e biomeccanica possono essere la giusta strategia a far diventare il ciclismo uno dei migliori sport anche per chi ha mal di schiena.

Ricordiamo sempre che il ciclismo permette di fare un ottimo lavoro cardiovascolare con basse percentuali di infortunio dovuto appunto al suo basso impatto.

Ma torniamo alle cause del mal di schiena in bicicletta

Distinguiamo in tre le cause: da Attività, da Attrezzatura, fattori Intrinseci

Cause da Attività sono principalmente individuabili in aumenti senza gradualità della distanza percorsa, dell’intensità e del carico. Questo è un errore nel quale incorrono diversi amatori, perché non seguono un programma, o perché guardano la tabella dei professionisti o perché escono con ciclisti di livello alto e cercano di stare a ruota.

Non voglio dire che l’amatore che soffre di mal di schiena deve fare la passeggiata a 10km/h sul lungomare, ci mancherebbe, ma deve dare tempo al corpo di adattarsi a stimoli e carichi di lavoro che sicuramente potrà sostenere ma che necessitano di gradualità.

Cause da Attrezzatura sono anche queste molto frequenti quando ci si affida al fai da te nel setting della bici e fra queste troviamo: altezza e inclinazione della sella, il drop e il reach.

Ma cosa succede in questo caso, prendiamo ad esempio l’errata altezza della sella, troppo alta, il ciclista oscillerà a destra e sinistra per raggiungere i pedali ad ogni colpo e inevitabilmente questo movimento influirà sul promontorio sacrale e da li a tutto il rachide.

Quindi in questo caso l’Osteopatia cosa andrà ad investigare: il comparto pelvi, promontorio sacrale, lunghezza degli arti per poi spostarsi al rachide in toto.

Una delle soluzioni adottate dagli amatori in questo caso è quella di inclinare la sella di circa 10/15 gradi con questa manovra si è scoperto una riduzione del 72% del dolore nella zona lombare.

Attenzione però questo per gli amatori, ai professionisti secondo il regolamento UCI non è consesso un inclinazione della sella che superi 1,5 gradi.

Altro problema è dato da un reach e/o un drop eccessivi che costringono il ciclista a cambiare angolo di flessione e/o estensione del busto provocando così un sovracarico nella zona degli ischiocrurali che a loro volta forzeranno sulla zona lombare.

Altro dato significativo da evidenziare sugli amatori l’angolo di lavoro è compreso tra 45 e 50 gradi, mentre nei professionisti andiamo dai 35 sino ai 20 gradi nel caso di setting da crono.

Capite bene che è inutile se non deleterio imitare la posizione dei professionisti se non si è seguiti da uno specialista che possa “cucire” su di voi la bici (tecnico) ma anche un piano di lavoro muscolare (preparatore) e un protocollo di trattamenti che allunghi e scarichi queste zone (osteopata).

Cause da fattori intrinseci sono quelli che il nostro corpo apporta nella disciplina del ciclismo, cioè se abbiamo un arto più corpo, se non abbiamo una buona mobilità e flessibilità, se abbiamo subito negli anni degli infortuni/interventi alla colonna, ecc..

Tutti questi fattori incideranno in maniera significativa sulla comparsa del dolore lombare.

Un esempio su tutti è quello della scarsa flessibilità nella zona dorsale in posizione di reach prolungata per diverse decine di kilometri e continuata per settimane andrà a scaricare inevitabilmente sulla zona lombare.

In questo caso oltre a proporre un lavoro fasciale dal punto di vista osteopatico e un lavoro funzionale alla mobilità dal punto di vista della preparazione fisica per donare flessibilità alla parte dorsale, che non avranno la loro risultanza dalla sera alla mattina, possiamo in prima istanza fare un setting meccanico andando a sollevare la parte anteriore della bici.

Dopo tante chiacchiere ecco una sintesi con delle soluzioni tampone “veloci” ai problemi nella zona lombare.

Causa: Inclinazione eccessiva del busto, parliamo di reach e/o drop eccessivo.

Tampone: Ridurre il reach accorciando l’attacco del manubrio e spostando la sella in avanti; Lavorare sulla mobilità della zona dorsale; Rinforzare la cintura addominale

Causa: Sella sbagliata.

Tampone: Scegliere e provare una sella diversa perché tante volte questa può provocare un eccessiva flessione della zona lombare

Causa: Gambe di lunghezza diverse

Tampone: Accorciare e abbassare il manubrio e spostare la sella in avanti; Investigare attraverso un esame radiologico se trattasi di LLD e la differenza sia più di 3mm a quel punto sarà utile l’utilizzo di una scarpa personalizzata. (Ma questo merita un approfondimento maggiore che faremo prossimamente)

Quindi ora non cercate scuse alla vostra uscita in bici, piuttosto cercate le cause che ostacolano questa uscita, questo è il consiglio per la categoria pigrizia.

Mentre per i temerari, non è certamente una scelta saggia ignorare i segnali che il corpo ci invia, ora con questo contenuto avete una piccola analisi dei punti sui quali investigare, non vi resta che farvi aiutare.

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